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LA MEDIAZIONE OBBLIGATORIA

D.Lgs. n. 28 del 4 marzo 2010


La "mediazione" è un "sistema per risolvere i conflitti" alternativo al "procedimento giudiziario" dove il terzo (in questo caso un Mediatore invece di un Giudice) anziché esprimere giudizi (dire: tu hai ragione e tu hai torto) cerca, ricreando un clima di cordialità, serenità, fiducia, di condurre le parti ad una eventuale "conciliazione".

Oggi il nostro ordinamento istituisce lo "istituto della mediazione", anteponendolo obbligatoriamente al "procedimento giudiziale" per la risoluzione dei conflitti, approvato con il decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28 (Gazzetta Ufficiale 5 marzo 2010, n. 53) attuativo della riforma del processo civile (Legge 69 del 18 giugno 2009), che a sua volta recepisce la direttiva comunitaria 2008/52/CE del 21 maggio 2008, seguito poi dal suo decreto attuativo il D.M. n. 180 del 18 ottobre 2010 (in G.U. n. 258 del 04 novembre 2010).


La “attività di mediazione”, nel suo svolgimento in funzione dell’obbligatorietà che ne dà il nostro ordinamento giuridico, diventa il “procedimento di mediazione”.

In sostanza: il procedimento di mediazione “costituisce parte integrante” del procedimento giudiziario.


Da subito la Legge impone un dizionario:

  • Mediazione:'attività, comunque denominata (n.d.r.: prima era denominata conciliazione), svolta da un terzo imparziale e finalizzata ad assistere due o più soggetti sia nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, sia nella formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa;

  • Mediatore:(n.d.r.: prima era denominato anche conciliatore) la persona o le persone fisiche che, individualmente o collegialmente, svolgono la mediazione rimanendo prive, in ogni caso, del potere di rendere giudizi o decisioni vincolanti per i destinatari del servizio medesimo;

  • Conciliazione:la composizione di una controversia a seguito dello svolgimento della mediazione;

  • Organismo:l'ente pubblico o privato, presso il quale può svolgersi il procedimento di mediazione ai sensi del presente decreto.

Chiunque può accedere alla mediazione, purché si pongano questioni inerenti a "diritti disponibili", senza escludere aprioristicamente forme di negoziazione.

Vi è la libertà di forme con (in realtà) alcune formalità; si applica il regolamento dell’organismo.

È possibile utilizzare anche modalità telematiche. Il mediatore ha l’obbligo dei mezzi ma non di risultato, non esprime giudizi e non può garantire che l’accordo sia raggiunto.


Per “avviare il procedimento di mediazione”:
è sufficiente presentare una domanda presso un organismo di conciliazione, indicando:

  • l’organismo;

  • le parti;

  • l’oggetto;

  • le ragioni della pretesa (causa petendi);

  • in caso di più domande relative alla stessa controversia, la mediazione si svolge davanti all’organismo presso il quale è stata presentata la prima domanda (il tempo della domanda si individua con la data della ricezione della comunicazione);

Tutti gli atti, documenti e provvedimenti relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall’imposta di bollo e da ogni altra spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura, ex art. 17.

Obbligo per i legali:
vi è un nuovo obbligo per l’avvocato, che deve informare l’assistito in modo chiaro e per iscritto, nel primo colloquio, della possibilità di avvalersi dell’istituto della mediazione; il documento così formato e sottoscritto dal cliente dovrà essere allegato all’atto introduttivo nell’eventuale giudizio; diversamente, sarà il Giudice ad informare la parte della facoltà di intraprendere un procedimento di mediazione.;
in caso di mancata informazione il contratto con il professionista è annullabile.

Nel procedimento giudiziario:
la mediazione deve essere esperita (tentata, sperimentata) a pena di improcedibilità, che deve essere eccepita dal convenuto, a pena di decadenza, o rilevata d’ufficio dal Giudice, non oltre la prima udienza; se la mediazione è già iniziata il Giudice fissa la successiva udienza dopo quattro mesi; se la mediazione non è stata richiesta il Giudice assegna alle parti 15 giorni per la presentazione della domanda di mediazione.

I tipi di mediazione:
sono stati previsti, essenzialmente, tre tipi di mediazione:

  1. facoltativa, quando viene liberamente scelta dalle parti;


  2. obbligatoria, quando è imposta dalla legge; si applica nei casi di controversie relative a:


    • condominio;

    • diritti reali;

    • divisione;

    • successioni ereditarie;

    • patti di famiglia;

    • locazione;

    • comodato;

    • affitto di azienda;

    • risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti;

    • risarcimento del danno derivante da responsabilità medica;

    • risarcimento del danno derivante da diffamazione con il mezzo della stampa o altro mezzo di pubblicità;

    • contratti assicurativi, bancari e finanziari;


  3. giudiziale, quando è il Giudice ad invitare le parte ad intraprendere un percorso di mediazione (con ordinanza); l’invito potrà essere fatto in qualunque momento, purché prima dell’udienza di precisazione delle conclusioni ovvero, quando tale udienza non è prevista, prima della discussione della causa.

L’istituto della mediazione non può riguardare:

  • i procedimenti per ingiunzione, inclusa l’opposizione, fino alla pronuncia sulle istanze di concessione e sospensione della provvisoria esecuzione;

  • i procedimenti per convalida di licenza o sfratto, fino al mutamento di rito di cui all’art. 667 c.p.c.;

  • i procedimenti possessori, fino alla pronuncia dei provvedimenti di cui all’art. 703 c.p.c., comma 3, c.p.c.;

  • i procedimenti di opposizione o incidentali di cognizione, relativi all’esecuzione forzata;

  • i procedimenti in camera di consiglio;

  • l’azione civile esercitata nel processo penale.

PROCEDIMENTO:

il procedimento di mediazione ha una durata di quattro mesi;

  • viene presentata la domanda di mediazione

  • il responsabile dell’organismo designa un mediatore,

  • se sono necessarie competenze tecniche particolari, l’organismo nomina uno o più mediatori ausiliari a pari tariffa;

  • si fissa il primo incontro tra le parti (non oltre quindi giorni dal deposito della domanda)

  • il mediatore convoca formalmente le parti

il mediatore cerca un accordo amichevole e si possono verificare 5 casi:

  1. accordo volontario


    • se le parti raggiungono autonomamente, con l'ausilio del mediatore, l'accordo (conciliazione), il mediatore redige processo verbale (verbale del procedimento di mediazione), sottoscritto dalle parti, il quale riporta dell’ "avvenuta conciliazione";


    • il mediatore redige il "verbale del procedimento di mediazione" e le parti autonomamente redigono (scrittura privata tra loro) il "verbale d'accordo" (che porta indicazioni del procedimento a cui si riferisce e che può prevedere il pagamento di somme di denaro per ogni violazione ulteriore o inosservanza) il quale va allegato al primo;


    • il primo verbale, con allegato il secondo, può essere omologato (su istanza) con decreto del Presidente del Tribunale, nel cui circondario ha sede l’organismo, previo accertamento della regolarità formale;


    • il verbale omologato è titolo esecutivo per l’espropriazione forzata, per l’esecuzione in forma specifica e per l’iscrizione di ipoteca giudiziale;


  2. accordo dopo proposta


    • il mediatore può formulare una proposta (dopo averli informati che potrebbe essere per loro penalizzante rifiutarla se nel successivo processo giudiziario vi saranno delle concomitanze); il mediatore formula la proposta per iscritto e le parti rispondono entro sette giorni (se non rispondono si considera rifiutata); le parti accettano la proposta e si raggiunge l’accordo (conciliazione),


    • in base alla proposta formulata (non contraria all’ordine pubblico o a norme imperative), il mediatore forma processo verbale (verbale del procedimento di mediazione), sottoscritto anche dalle parti, con le indicazioni dell’accordo raggiunto


    • in base alla proposta formulata (non contraria all’ordine pubblico o a norme imperative), il mediatore forma processo verbale (verbale del procedimento di mediazione), sottoscritto anche dalle parti, con le indicazioni dell’accordo raggiunto


    • il verbale (questa volta unico) viene omologato con decreto del Presidente del Tribunale, nel cui circondario ha sede l’organismo, previo accertamento della regolarità formale;


    • il verbale omologato è titolo esecutivo per l’espropriazione forzata, per l’esecuzione in forma specifica e per l’iscrizione di ipoteca giudiziale;


  3. insuccesso senza proposta


    • Se le parti non raggiungo l'accordo (conciliazione), ed il mediatore non formula alcuna proposta, il mediatore forma processo verbale dando semplicemente atto del "mancato raggiungimento dell’accordo".


  4. insuccesso dopo proposta


    • il mediatore può formulare una proposta (dopo averli informati che potrebbe essere per loro penalizzante rifiutarla se nel successivo processo giudiziario vi saranno delle concomitanze); il mediatore formula la proposta per iscritto e le parti rispondono entro sette giorni (se non rispondono si considera rifiutata); le parti, od una di esse, rifiutano la proposta, non si raggiunge l’accordo (conciliazione), il mediatore forma processo verbale con delle ragioni del mancato accordo dando indicazione della proposta formulata.


  5. insuccesso per assenza ingiustificata


    • non si raggiunge l’accordo per la “assenza ingiustificata” all’incontro di una delle parti, il mediatore forma processo verbale dando atto, appunto, della mancata partecipazione di una delle parti al procedimento di mediazione:
      la mancata partecipazione potrà costituire pregiudizio nel successivo processo civile.

NEI CASI D'INSUCCESSO INIZIA IL PROCESSO CIVILE :

quando il provvedimento che definisce il giudizio corrisponde
interamente al contenuto della proposta conciliativa, il Giudice:

  1. esclude la ripetizione delle spese della parte vincitrice che ha rifiutato la proposta, relativamente al periodo successivo alla stessa, restando ferma l'ulteriore applicabilità degli articoli 92 e 96 c.p.c. ;


  2. condanna al pagamento delle spese processuali di controparte;


  3. condanna al versamento di un’ulteriore somma, di importo corrispondente al contributo unificato dovuto;


inoltre:
della mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione il Giudice può desumere argomenti di prova nel giudizio ai sensi dell'articolo 116, secondo comma, del codice di procedura civile.


(Art. 116, II comma: Il Giudice può desumere argomenti di prova dalle risposte che le parti gli danno a norma dell'articolo seguente, dal loro rifiuto ingiustificato a consentire le ispezioni che egli ha ordinate e, in generale, dal contegno delle parti stesse nel processo.)


RISERVATEZZA:


chiunque presta la propria opera o il proprio servizio nell’organismo è tenuto all’obbligo di riservatezza, rispetto alle dichiarazioni rese ed alle informazioni acquisite durante il procedimento di mediazione, ex art. 9;
salvo diverso accordo delle parti, le dichiarazioni rese o le informazioni acquisite nel corso del procedimento non possono essere utilizzate nel giudizio avente il medesimo oggetto anche parziale, iniziato o riassunto a seguito dell’insuccesso della mediazione;
il mediatore non può essere tenuto a deporre sulle dichiarazioni delle parti, conosciute nel procedimento di mediazione, fruendo delle garanzie di libertà del difensore, ex art. 103 c.p.p., nonché della disciplina sul segreto professionale, ex art. 200 c.p.p..


ORGANISMI DI CONCILIAZIONE:


gli organismi deputati alla mediazione saranno enti pubblici o privati, che diano garanzia di serietà ed efficienza, iscritti in un registro.


www.giustizia.it

i consigli dell’ordine degli avvocati, ma anche di altri ordini professionali, potranno istituire organismi, avvalendosi del proprio personale e dei propri locali.


FORMAZIONE:


è istituito presso il Ministero della Giustizia l’albo dei formatori per la mediazione.


www.giustizia.it/giustizia/


AGEVOLAZIONI FISCALI:


sono, infine, previste agevolazioni fiscali. In particolare, il verbale di conciliazione sarà esente dall'imposta di registro sino all'importo di 51.000 euro, e le parti avranno diritto a un credito d'imposta fino a un massimo di 500 euro per il pagamento delle indennità complessivamente dovute all’organismo di mediazione.



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