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IL RUOLO DEL MEDIATORE

L’art. 1 del decreto legislativo 4 marzo 2010, n° 28, definisce il mediatore come la persona o le persone fisiche che, individualmente o collegialmente, svolgono la mediazione rimanendo prive, in ogni caso, del potere di rendere giudizio decisioni vincolanti per i destinatari del servizio medesimo.

In effetti il mediatore è un professionista formato sulle tècniche di negoziazione e di gestione della conflittualità tra le parti ed ha come ogni professionista un obbligo di mezzi e non di risultato. E’ chiamato a gestire la procedura di mediazione con lo scopo di guidare le parti in conflitto a negoziare le loro differenze.

Sarà questa la giusta strada che le parti percorreranno per risolvere il problema che li vede contrapposti in un momento di crisi di cooperazione tra loro.

Il mediatore non ha alcun potere sulla decisione delle parti ma ha un ruolo fondamentale sulla gestione della procedura di mediazione. Sarà lui, infatti, a stabilire le regole del lavoro che verrà svolto, dettare i principi comportamentali, che i dovranno essere seguiti durante gli incontri, i tempi della negoziazione e, decidendolo insieme alle parti, il calendario dei lavori.

Il suo principale compito sarà quello di diventare il punto di riferimento e di guida per le parti. Cercherà di ristabilire la comunicazione che le parti, a seguito della loro conflittualità, avranno interrotto e cercherà di creare un clima di fiducia reciproco utile a farle lavorare fianco a fianco per la ricerca di una soluzione negoziale che sia la più soddisfacente per entrambe.

E’ importante per il mediatore aiutare a distogliere le parti dalle questioni giuridiche e. quindi, dallo schema ben noto di contrapposizione torti/ragioni guidandole verso un lavoro basato sui loro reali interessi.

Per fare ciò occorre analizzare insieme cosa effettivamente le parti vogliono e quali sono i loro obiettivi negoziali, modificando il loro stile da competitivo a cooperativo. Questo permetterà di lavorare fianco a fianco per il soddisfacimento dei propri interessi ma anche di quelli di controparte.

Questo non significa che il mediatore debba avere come scopo principale quello di far trovare l’accordo alle parti ma potrà ritenersi soddisfatto quando queste avranno ricominciato a comunicare tra loro ed abbiano iniziato un percorso negoziale che li porti a stabilire insieme se l’accordo è raggiungibile o meno, o se è più interessante per le parti perseguire delle alternative al di fuori della mediazione.

Per poter giungere a questo risultato il mediatore deve catturare la fiducia delle parti dimostrando e dichiarando la sua neutralità rispetto al conflitto e la sua imparzialità, elementi questi che restano imprescindibili per la buona riuscita del lavoro di mediazione.


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